spot_img

Biden in Arabia Saudita e Israele con un occhio alle elezioni di mid-term


Il viaggio del Presidente statunitense è propedeutico alla prossima tornata elettorale. Cosa ci si aspetta dall’incontro con il principe saudita bin Salman e il nuovo Primo Ministro israeliano Lapid

La spesso citata realpolitik aiuta in maniera cristallina a definire il senso del viaggio di Joe Biden in Arabia Saudita e Israele, realtà verso le quali il Presidente statunitense nutre ben differenti sentimenti, e che risultano ancora fondamentali nell’architettura gestionale sia delle relazioni internazionali di Washington che della politica interna Usa. Infatti, tra le principali — se non la più forte — necessità della missione dell’inquilino della Casa Bianca a Riad e Tel Aviv la preoccupazione di quanto potrebbe avvenire alle prossime elezioni di medio termine, con un forte bisogno di rinsaldare la fiducia tra l’amministrazione democratica e l’elettorato.

L’opinione pubblica statunitense è fortemente scontenta per il rincaro dei prezzi legati all’energia, motivo che spinge l’attuale Commander in Chief a recarsi dal più volte criticato Mohammed bin Salman la cui nazione, negli anni passati, è stata persino definita dallo stesso Biden pariah. Certo, quelle parole arrivarono nel pieno della campagna elettorale contro il predecessore Donald Trump, che al Principe aveva letteralmente lasciato carta bianca nella gestione di innumerevoli dossier.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €35

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €15

- Advertisement -spot_img
rivista di geopolitica, geopolitica e notizie dal mondo