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Sogno cinese

Tigri e mosche, politiche e non

A cosa punta Xi Jinping con la sua lotta contro la corruzione? A sgomberare il campo dai rivali politici? Ad aggiustare davvero la gestione delle risorse economiche statali? Per ora l’aspetto politico appare quello più rilevante.

La questione «morale» in Cina

All’interno del concetto di «sogno cinese» del presidente Xi Jinping, si raccoglie anche la necessità per il Paese di recuperare un ordine morale. Dopo gli anni del maoismo e quelli delle riforme, la Cina ha provveduto a modificare profondamente la propria concezione dei valori. Se il maoismo ha tentato di annientare il confucianesimo, registrato tra i «vecchiumi», le Riforme di Deng hanno provato ad annacquare la portata ideologica di Mao. E ora i cinesi, appaiono senza alcuna bussola morale.

Corruzione, Edelman e Cctv

Il caso dell’arresto del noto personaggio televisivo cinese Rui Chenggang si tinge di nuovi elementi. Stando a quanto dichiarato dalla società Edelman in un comunicato via mail, «il presentatore del canale di notizie finanziarie della China Central Television, possedeva una partecipazione in una controllata Edelman e ha continuato a mantenere la partecipazione anche quando la controllata ha fornito servizi alla CCTV».

Televisione cinese e corruzione

Nelle giornate pechinesi Rui Chenggang faceva spesso capolino, quando intervistava qualche personaggio famoso, quando produceva le sue inchieste finanziarie sulla CCTV, la rigorosa e seriosa televisione di Stato cinese. Giovane, aspirazione british e acceso nazionalista, Rui è il tipico personaggio televisivo capace di diventare un volto noto un po’ per tutti e incarnare un senso di svecchiamento dei programmi televisivi nazionali. É stato arrestato, per corruzione.

Il decisionismo di Xi JInping e la relazione con Washington

Xi Jinping decide, pare, tutto da solo. Contornato da pochi e fidati consiglieri, prende ogni decisione senza consultare, si dice, il resto del Partito. Questo rende anche la relazione con gli Usa più difficile da decifrare, per la diplomazia di Washington.

Usa e Cina dialogano. Sullo sfondo i motivi di scontro.

Cina e Usa stanno concludendo il sesto incontro di dialogo strategico ed economico. Parole cooperative, positive, ma sullo sfondo rimangono molti i motivi di contrasto. Spionaggio, questione nordcoreana, gestione dei conflitti territoriali nel Pacifico e la vicinanza tra Cina e Russia, sono alcuni dei temi caldi nella relazione tra le due potenze mondiali.

Cina e Germania, dopo il decennio d’oro

Con un giro d’affari di 161,6 miliardi dollari nel 2013, Cina e Germania hanno proceduto ad un nuovo incontro al vertice a Pechino, sicuri della solidità del proprio rapporto economico. Dopo il decennio d’oro delle relazioni tra i due paesi, su cui pesa una tradizione tedesca di attenzione verso Pechino, i leader dei due Paesi hanno potuto mandare stilettate anche ad altri. Gli Usa nel mirino di Merkel, il Giappone in quelle di Xi Jinping.

I problemi del credito in Cina

Le banche cinesi sono in crisi? Esiste un problema del credito? Parrebbe di sì, stando a molti articoli apparsi sui quotidiani economici e secondo un report della banca centrale cinese. Il tutto va a sommarsi ai sospetti che il rallentamento economico più generale del paese, possa creare nuove difficoltà, non solo alla Cina.

Messaggi incrociati, il viaggio di Xi a Seul

Xi Jinping è in visita in Corea del Sud, a seguito di incontri effettuati l’anno scorso con la presidente sudcoreana Park Geun-hye. La missione a Seul precede una visita del presidente cinese in Corea del nord, e questo – per quanto Pechino resti il principale alleato di Pyongyang – rappresenta un’evidente rottura con una tradizione consolidata e conferma l’apertura cinese ad uno scambio rafforzato con Seul.

La marcia per la democrazia a Hong Kong

Centinaia di migliaia di persone – secondo gli organizzatori – hanno partecipato a Hong Kong alla tradizionale «marcia per la democrazia», che quest’anno si è configurata come un’aperta sfida al governo di Pechino. La Cina del resto, nei giorni scorsi ha affermato con chiarezza di voler controllare strettamente la vita politica nell’ex colonia britannica. E un gruppo di studenti dell’ex colonia ha deciso di organizzare un sit-in di protesta davanti agli uffici governativi, anticipando la minacciata occupazione pacifica di Central, il distretto degli affari di Hong Kong dove si trovano gli uffici delle multinazionali e delle grandi banche internazionali, da parte del gruppo Occupy Central.

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