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Colombia verso il ballottaggio, sinistra avanti nelle elezioni


Il candidato di sinistra Gustavo Petro ha saputo trasformare l’indignazione in voti e scegliersi come vice Francia Márquez, rappresentante de “los nadie” con 750mila preferenze alle primarie. Il 19 giugno è atteso il ballottaggio

Questo articolo è pubblicato anche sul numero di maggio/giugno di eastwest.

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Per la prima volta nella storia della Colombia un candidato di sinistra potrebbe diventare Presidente. E al suo fianco una vice afro, femminista e radicale. Tutti hanno atteso il 29 maggio, primo turno delle presidenziali: nel Paese sono inquiete le élite sociali, economiche e politiche di destra e di centrodestra che hanno sempre saldamente tenuto il potere. E c’è fermento nelle città più liberali, nelle regioni della “Colombia profonda”, nella società civile vivacissima che pure irrora le vene di questo paese a dispetto della vulnerabilità cui è esposta. Finora tutto ciò che si richiamava alla “sinistra” è sempre rimasto ostaggio della guerriglia e del fantasma che rappresentava. Ora qualcosa si è davvero rotto: questo cambio di registro nella strana, contraddittoria e vitale democrazia colombiana è forse il frutto più evidente degli accordi di pace del 2016. La smobilitazione delle Farc, la guerriglia più antica e forte della regione, ha aperto infatti uno spazio politico inedito che si è visto riempirsi con le grandi mobilitazioni sociali tra il 2019 e il 2021 prima e con nuove rappresentazioni politiche ora, agglutinate attorno alle figure di Gustavo Petro, candidato presidente e Francia Márquez, la vice.

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