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Il Rapporto globale UNODC sulla cocaina 2023


La produzione e l’offerta di cocaina sono aumentate a livelli record, più del doppio di un decennio fa. La pandemia, la guerra in Ucraina e i cambiamenti politici in Colombia hanno prodotto nuove modalità e nuove rotte di produzione e di traffico

La pandemia sembrava destinata ad avere un impatto importante sul mercato delle sostanze stupefacenti, ed in particolare su quello della cocaina. Da un lato, infatti, le restrizioni applicate dai governi con l’obiettivo di limitare gli effetti del virus avevano portato a maggiori controlli alle frontiere e a volte ad una vera e propria chiusura dei confini, rendendo più difficoltoso il traffico illecito di sostanze. Dall’altro, anche l’offerta era stata colpita: molti stati avevano chiuso bar e discoteche, luoghi spesso identificati con il consumo di stupefacenti.

In realtà, nemmeno il Covid-19 è riuscito a lasciare un segno nel lungo periodo in questo settore e ad interrompere la crescita impetuosa che la cocaina ha conosciuto negli ultimi decenni. Lo afferma il Rapporto globale sulla cocaina 2023, pubblicato in questi giorni dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC). Nel documento, si osserva come nel 2020 la produzione globale di cocaina abbia toccato le duemila tonnellate, più del doppio delle quantità registrate un decennio fa.

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