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Global Health Summit: basta egoismi


La dichiarazione di Roma impegna G7, G20 e organismi internazionali a garantire un accesso più equo ai vaccini. Ancora una volta, è l’Ue a fare da apripista

Il mondo delle Ong che macina dichiarazioni roboanti praticamente ogni giorno sui temi dello sviluppo (e spesso riesce anche a decifrarne i messaggi non scritti) boccia quasi senza appello la Dichiarazione di Roma del Global Health Summit che si è chiuso ieri a Villa Pamphili, co-presieduto dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e dal premier italiano, Mario Draghi. In collegamento da remoto molti leader del G20, rappresentanti degli organismi internazionali (Fondo monetario, Banca mondiale, Wto) oltre a Bill Gates, Mario MontiStella Kyriakides (Ue), Paolo Gentiloni e Tedros Ghebreyesus (Oms).

Ma secondo Sara Albiani di Oxfam Italia e Rossella Miccio, Presidente di Emergency, a Roma “sono state approvate solo dichiarazioni di principio con qualche timido passo avanti, ma nessuna vera lezione appresa dagli errori commessi finora, che stanno costando tantissime vite e hanno portato a una drammatica disuguaglianza nell’accesso ai vaccini”.

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