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Nagorno Karabakh, la questione è ancora aperta


Un cocktail di nazionalismo e odio etnico a cui si aggiunge la presenza di Mosca, Ankara e Teheran. Oggi la geografia del potere nel Caucaso meridionale è tutta da riscrivere

Un cocktail di nazionalismo e odio etnico a cui si aggiunge la presenza di Mosca, Ankara e Teheran. Oggi la geografia del potere nel Caucaso meridionale è tutta da riscrivere

Trascorsi ormai otto mesi dal cessate-il-fuoco tra Armenia e Azerbaijan, le tensioni nel Caucaso meridionale non accennano a diminuire. Il difficile negoziato condotto dalla Russia di Putin lo scorso novembre, pur avendo portato alla cessazione delle ostilità, non ha risolto nessuno dei problemi alla base del conflitto. La questione dello status del Nagorno Karabakh è ancora aperta così come la disputa sui confini tra i due Paesi. Nella regione vige la legge del più forte e le schermaglie si susseguono lungo tutta la linea del fronte.

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