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I nostri sconfinamenti tra Est e Ovest


Ricevo oggi da Fabrizio Goria il testimone come direttore di eastwest.eu. Con Fabrizio ci siamo incrociati anni fa nel laboratorio del Riformista e condividiamo, oltre alla passione per la montagna (provetto scalatore lui, prudente escursionista io), anche una certa idea di giornalismo.

REUTERS/Hannibal

Ricevo oggi da Fabrizio Goria il testimone come direttore di eastwest.eu. Con Fabrizio ci siamo incrociati anni fa nel laboratorio del Riformista e condividiamo, oltre alla passione per la montagna (provetto scalatore lui, prudente escursionista io), anche una certa idea di giornalismo.

Con eastwest.eu ha dato forma a una testata libera, curiosa e stimolante con la quale credo che lettori e scriventi continueranno a divertirsi (se il termine è appropriato parlando dello stato del mondo). Di questo lo ringrazio. E ringrazio il direttore della rivista Eastwest Giuseppe Scognamiglio per avermi coinvolto in un progetto fatto di carta e di bit, ma soprattutto di passioni e riflessioni, attorno alle quali ruotano animate conversazioni transnazionali. Qualcosa di più di un osservatorio geopolitico: un attore pronto a fare la sua parte nella battaglia delle idee, in primis sull’Europa, naturale campo di gara per una testata che ha la sfacciataggine di andare a cercare lettori e interlocutori anche a Danzica o a Manchester. E vuole continuare a vedere circolare liberamente persone, merci e reportage attraverso le frontiere che i “sovranisti” intendono chiudere.

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