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Il sogno di ChatGPT e la Neuro AI


Molti ricercatori vedono nel progresso della robotica una maniera per raffinare le IA, che dotandosi di un corpo, potrebbero percepire e agire e così costruirsi un modello di causalità e imparare a stare al mondo

L’Intelligenza Artificiale (IA) si distingue in due tipi: ristretta (IAR) e generale (IAG). La IAR è progettata per compiti molto specifici e segue regole definite previamente da un programmatore umano. Ciò le garantisce prestazioni impressionanti in domini specifici, come la visione artificiale, ma non potendo apprendere autonomamente nuove regole d’azione, fallisce al cambio del contesto.

La IAG, invece, è progettata per compiti generali e si ispira alla cognizione umana e animale. Una IAG potrebbe apprendere nuove regole per risolvere problemi, prendere decisioni e usare il linguaggio naturale. Tuttavia, una IAG simil-umana ancora non esiste, ma ChatGPT di OpenAI è un noto tentativo di raggiungerla. Può l’IA stare al mondo in maniera autonoma come farebbe un qualsiasi essere vivente prima ancora dell’uomo? Rispondere a questo interrogativo è essenziale se vogliamo che un giorno le IA guidino le nostre auto, riscattino la nostra gente dalle macerie di un terremoto o esplorino lo spazio alla ricerca di pianeti abitabili.

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