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La guerra a Gaza riscrive la mappa del Medio Oriente


Un panorama di relazioni intricate nelle quali la guerra sta anche spingendo ad una corsa alla leadership dell’area. Tramontano gli Accordi di Abramo e il sogno di un Medio Oriente pacificato ed emergono ambizioni e attori vecchi e nuovi.

Lo scoppio della guerra a Gaza ha rimesso in discussione tutti gli accordi che Israele aveva sottoscritto da anni con i paesi islamici. Sia quelli più antichi, come con Egitto e Giordania, sia quelli più recenti, ricaduti nell’ambito degli Accordi di Abramo, con Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Marocco e Sudan.

Questo perché il massacro che ha compiuto Hamas, al quale è seguito il bombardamento indiscriminato della striscia di Gaza, non è stato condannato dai paesi arabi, puntando invece il dito sul secondo. Le posizioni occidentali, da quelle arabe, differiscono su questo. I primi, condannano il massacro e riconoscono il diritto a Israele di difendersi, ma allo stesso tempo ammettendo la strage di civili a Gaza, chiedono dalla tregua al cessate il fuoco per permettere l’arrivo di più aiuti. I secondi non tengono in considerazione quanto accaduto il 7 ottobre, accusando Israele del genocidio dei civili a Gaza attraverso i bombardamenti.

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