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La Moldavia accusa Mosca di lavorare ad un colpo di Stato


La Presidente Maia Sandu ha confermato la scoperta di un piano russo per destabilizzare la Moldavia e instaurare un governo illegale controllato da Mosca

Rischia di aprirsi un nuovo fronte nel confronto diretto tra Russia e l’alleanza occidentale, stavolta con la Moldavia protagonista dell’interesse moscovita e pressata da più fronti sulla direzione che il Paese dovrà prendere nel prossimo futuro. La presidenza europeista di Maia Sandu risulta in difficoltà da mesi, con le proteste dell’opposizione foraggiate da imprenditori filo-russi che mettono in crisi il Governo e, in parallelo, la fiducia popolare verso l’operato dell’esecutivo. Nei giorni scorsi si è dimessa la Prima Ministra Natalia Gavrilita lamentando le problematiche derivanti dall’aggressione della Federazione in Ucraina, che hanno portato ad un aumento sensibile dei prezzi e alla gestione di una serie di attacchi che il Paese avrebbe subito.

“È giunto il momento per le mie dimissioni: troppo complicato gestire le varie crisi causate dall’aggressione russa”, ha detto l’ex Prima Ministra. L’intelligence moldava fa sapere che sono state registrate “attività sovversive con lo scopo di indebolire la Repubblica di Moldavia, destabilizzandola per violare l’ordine pubblico”. Parole che fanno da eco agli avvisi giunti da Volodymyr Zelensky, Presidente dell’Ucraina, che ha informato la collega Sandu della scoperta, da parte dei servizi segreti di Kiev, di documenti che “dimostrano chi, quando e come ci sarebbe stata la rottura della democrazia in Moldavia e la presa del controllo del Paese” da parte della Russia.

Ora è la stessa Presidente moldava ad uscire allo scoperto, lamentando di un piano moscovita che coinvolgerebbe cittadini russi, montenegrini, bielorussi e serbi, che prevede il loro ingresso nel Paese per tentare di alimentare le proteste con lo scopo di “cambiare il legittimo Governo con uno controllato illegalmente dalla Federazione Russa”. Parole pesantissime che accusano direttamente il Cremlino, i cui tentativi “per portare violenza in Moldavia — prosegue Sandu — non funzioneranno. Il nostro principale obiettivo è la sicurezza dei cittadini e dello Stato. Il nostro obiettivo è la pace e l’ordine pubblico nel Paese”.

La Presidente stigmatizza i tentativi russi di modificare l’ordine costituzionale e va oltre: per lei, la Russia sta cercando di fermare le aspirazioni europeiste di Chisinau e usare il suo Paese nella guerra in Ucraina. Intanto, Sandu nomina capo del Governo il suo consigliere in materia difesa, Dorin Recean, convinto anch’egli della bontà di proseguire nel percorso di avvicinamento verso l’Unione Europea. “Il nuovo Governo avrà tre obiettivi: ordine e disciplina, una nuova vita per l’economia, pace e stabilità. Continueremo nell’implementazione del corso strategico della Moldavia e l’integrazione nell’Ue”.

Ma non sarà semplice visto il quadro economico e geopolitico, oltre all’appoggio russo alla Transnistria. Infatti, le istituzioni dovranno governare anche i fattori di contenimento della guerra ibrida di Mosca contro Chinisanu, con pochi soldi a disposizione. Come ricordato dal Ministro della Difesa, Anatolie Nosatii, solo lo 0.55% del Pil del Paese è destinato al suo dicastero, pari a circa 75 milioni di euro. Una situazione complicata, con pochi uomini a disposizione: 6500 soldati di cui solo la metà professionisti. Se scoppiasse una guerra, impiegando anche le forze di polizia e i riservisti, si mobiliterebbero circa 45 mila persone mal armate e senza il giusto equipaggiamento. Nella sola Transnistria sono presenti 1500 elementi reclutati localmente dalla Russia. Per il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov “l’Occidente vuol far giocare alla Moldavia il ruolo dell’Ucraina”.

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