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ONU e G20: tempo di cambiamenti


Le potenze occidentali sono sempre più a favore di una riforma delle principali istituzioni internazionali, dalle Nazioni Unite al G20. Obiettivo: ridare vigore e autorevolezza

L’11 e il 12 Luglio, a Vilnius, si incontreranno i leader dei paesi membri dell’Alleanza Atlantica; i temi sul tavolo sono tanti, dall’appoggio a Kiev all’ingresso della Svezia, con un occhio verso le sfide future. L’invasione russa dell’Ucraina ha compattato l’Occidente e dato nuova forza alla NATO.

Se un paio di anni fa era stata definita come “cerebralmente morta”, adesso l’organizzazione è viva, vegeta e in espansione. La coesione emersa nel blocco Occidentale, però, non deve far pensare che siamo davanti ad un mondo più unito. Il conflitto, infatti, ha avuto un impatto generale profondamente diviso: ha radicalizzato la diffidenza e la competizione tra Usa e Cina; dato forza alla postura neutrale di molti stati, primo fra tutti l’India; lasciato scettici e frustrati molti paesi del Sud Globale. Agli occhi di questi ultimi, la guerra in Ucraina è una delle tante che affligge il mondo, e neanche la più letale. I doppi standard messi in campo dall’Occidente nell’assistenza, nell’accoglienza e nell’attenzione riservata agli ucraini non ha fatto altro che aumentare il risentimento di alcuni paesi. Ad oggi, circa 40 stati – quasi tutti appartenenti al Sud Globale – si sono si sono ripetutamente astenuti dal condannare le azioni di Putin. Rappresentano circa il 50% della popolazione mondiale e sono lo specchio di un sistema internazionale più diviso che mai.

Il futuro del mondo è a Sud

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