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Paesi Bassi, Rutte al suo quarto mandato, da falco a colomba


Il nuovo esecutivo ha visto finalmente la luce. Alla guida c'è ancora “Teflon Mark”, che stavolta rompe con il tabù dell’austerità, prevede investimenti pubblici e apre alla riforma del Patto di stabilità

In Europa i falchi non volano più (o quasi). C’è un inedito clima nel continente dopo che questa settimana il premier olandese Mark Rutte si è presentato in Parlamento per illustrare il programma di Governo messo a punto al termine di nove mesi di trattative di coalizione fatte di alti e bassi, stop e accelerazioni. Gli alleati, come avevamo raccontato su eastwest, sono gli stessi dello scorso esecutivo (liberali conservatori di Vvd e liberali progressisti di D66, insieme alle due formazioni minori di cristiano-democratici, Cda e Cu), ma la discontinuità rispetto a un passato fatto di austerità non è mai stata così marcata. E, in qualche modo, c’entra l’avvento della coalizione Semaforo in Germania.

Insomma, il quarto esecutivo Rutte diventa parecchio più progressista sulla spesa pubblica e rompe con la precedente etichetta di capofila dei frugali sul dossier forse più simbolico per misurare la temperatura del conflitto fra Nord e Sud Europa sui conti dello Stato: la riforma del Patto di stabilità e crescita, la disciplina di bilancio Ue che adesso non è più vista come un tabù da parte de L’Aia.

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