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Russia, per Putin la visita di Pelosi a Taiwan è una “provocazione accuratamente pianificata”


Le parole del Presidente russo rilanciano la versione di Mosca sull’invasione dell’Ucraina: sono gli Stati Uniti i colpevoli di averla provocata attraverso una politica di espansione della Nato

Nel suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza internazionale di Mosca, il Presidente russo Vladimir Putin ha cercato di collegare la questione ucraina a quella taiwanese, sostenendo che la recente visita a Taipei della Speaker americana Nancy Pelosi sia stata una “provocazione accuratamente pianificata” nei confronti della Cina, che considera l’isola una provincia del suo territorio (pur essendo, nei fatti, un paese a sé).

Le parole di Putin rappresentano un tentativo di rilancio della versione di Mosca sull’invasione – che il Cremlino non chiama così, in realtà – dell’Ucraina. La Russia sostiene che la responsabilità della crisi vada ricondotta principalmente agli Stati Uniti, a suo dire colpevoli di averla provocata attraverso una politica di espansione della Nato in prossimità dei suoi confini, violando un accordo stretto decenni fa. È falso, sia perché quell’accordo non esiste – ci furono sì delle discussioni, che però non si tradussero mai in un patto formale e soprattutto si riferivano al territorio dell’Unione sovietica, non della Russia –; sia perché la Nato non si espande, ma decide di accogliere nuovi membri a seguito delle loro richieste di adesione; sia perché l’Ucraina non era vicina all’ingresso nell’alleanza atlantica quando venne attaccata.

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