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Sovranità europea e sfide post invasione russa dell’Ucraina


La condizione della sovranità europea secondo un nuovo studio ECFR, che mappa i contributi degli Stati membri in alcune aree politiche chiave

L’Ue è in grado di affrontare le nuove sfide e di plasmare l’ordine globale. Per riuscirci, tuttavia, gli europei dovranno migliorare la propria capacità di agire in modo coordinato e corale. Secondo un nuovo studio di ECFR, lo European Sovereignty Index, le condizioni della sovranità europea sono “buone” in termini di sanità ed economia, “soddisfacenti” in materia di difesa, clima e migrazione e “scarse” in termini di tecnologia. Il nuovo strumento ECFR mappa i contributi degli Stati membri in alcune aree politiche chiave. In tre aree – tecnologia, clima e difesa – l’Europa appare molto più attiva in termini di impegni presi che di capacità concrete, segnalando una forte volontà politica ostacolata però dalla mancanza di risorse o dal mancato rispetto delle dichiarazioni da parte dei leader europei.

  • Per quanto riguarda il settore economico, l’Ue, nel complesso, è in grado di adottare politiche commerciali e di investimento senza dover temere ripercussioni da parte di Mosca o Pechino, con un punteggio complessivo di 6,2 su 10.
  • Per quanto riguarda la “sovranità climatica”, l’Ue ha ricevuto un punteggio complessivo che, seppure definito “soddisfacente”, è di 5,4 su 10. Questo induce a dubitare della capacità del blocco europeo di realizzare i propri obiettivi in materia di clima, riducendo al contempo al minimo i rischi geopolitici.
  • L’Ue sembra piuttosto preparata a superare un’altra eventuale crisi sanitaria, con un punteggio complessivo di sovranità in ambito sanitario di 6,6 su 10. Tuttavia, dietro questo punteggio relativamente alto si nasconde una marcata disparità nei punteggi nazionali.
  • Nonostante la forte volontà politica nel guidare l’innovazione digitale, l’Europa è in ritardo in materia di capacità tecnologiche, che rappresentano l’area con le peggiori prestazioni in termini di sovranità, con un punteggio complessivo di 4,8.
  • Gli Stati membri continuano ad affrontare il tema dei flussi migratori attraverso una lente nazionale, senza che nessun Paese contribuisca in modo significativo alla sovranità del blocco europeo in quest’area. Senza l’assistenza militare statunitense, per quanto riguarda la sovranità europea in materia di difesa, i risultati sono mediocri, con un punteggio complessivo di 5,9. Vi è un’importante volontà politica per la difesa europea, ma poche capacità.

Questo articolo è pubblicato anche sul numero di settembre/ottobre di eastwest.

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