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Il Kazakistan non riconoscerà i referendum a Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia


Astana si allontana ulteriormente dalle posizioni della Russia. Gli Stati Uniti avvisano Mosca: conseguenze catastrofiche se verranno usate armi nucleari

Lo stravolgimento geopolitico seguito all’invasione della Russia in Ucraina ha cambiato lo stato delle relazioni di numerosi Paesi, alcuni storicamente vicinissimi a Mosca. Tra questi, significativo l’ulteriore allontanamento del Kazakistan dall’orbita della Federazione, che ha annunciato di non riconoscere i referendum tenuti in questi giorni nelle regioni di Donetsk, Luhansk, KhersonZaporizhzhia. La decisione è stata comunicata da Aibek Smadiyarov, portavoce del Ministero degli Esteri, che spiega la posizione del Paese: “Il Kazakistan crede nel principio di integrità territoriale degli Stati, nella loro sovranità e nella pacifica coesistenza”.

Viene così rimarcata, ancora una volta, la distanza tra Astana — la capitale tornata al vecchio nome, dopo un periodo nel quale venne ribattezza Nur-Sultan — e Mosca, una divisione amplificatasi all’indomani dell’invasione russa in Ucraina, mai appoggiata dal Paese centrasiatico nonché ex Repubblica Socialista Sovietica. “Confermiamo la nostra volontà nel dare assistenza e stabilire un dialogo politico tra Russia e Ucraina: allo stesso tempo la nostra nazione ritiene sia fondamentale mantenere la stabilità regionale e globale”, ha aggiunto Smadiyarov. Il Paese ha inoltre sospeso per un anno intero l’export di armi, una scelta da alcuni osservatori letta come volontà di non supportare l’intervento militare russo.

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