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Rirkrit Tiravanija, nomadismo culturale e utopia – L’ARTE


Per l’artista cosmopolita di origine thailandese, l’arte è uno strumento politico di confronto, condivisione e crescita collettiva

Pensando alla vita delle grandi metropoli, occidentali come asiatiche, il pensiero non può che correre a Rirkrit Tiravanija, artista cosmopolita per eccellenza e maestro della condivisione, dello stare insieme.

Nato a Buenos Aires ma di origine thailandese, Tiravanija ha vissuto un po’ dappertutto e tutt’ora la sua vita si divide tra New York, Berlino e Changmai. Esponente di spicco della corrente centrata sulla cosiddetta “estetica razionale”, tutta la sua opera è focalizzata sulla ricerca di forme di condivisione, sull’interazione con il pubblico. Orgoglioso portabandiera di un nomadismo culturale che si ispira alle correnti concettuali degli anni Sessanta e Settanta, Rikrit nelle sue performance ha spesso usato la provocazione per attrarre l’attenzione di critica e pubblico usando, ad esempio, in varie mostre il cibo come materia prima cucinandolo di persona a beneficio dei visitatori. Pubblico che per lui è parte stessa dell’opera. Insomma, l’arte per lui è un pretesto per stare insieme, uno strumento politico di confronto e crescita collettiva.

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