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Tunisia: si comincia a razionare l’acqua


Il risultato di quattro anni di siccità potrebbe avere conseguenze enormi. La misura del governo si inserisce in un clima già teso, a causa della lunga crisi economica, politica e sociale che il Paese sta attraversando

Durante le ore notturne, in Tunisia non sarà più garantito l’accesso all’acqua potabile per uso domestico. Lo ha annunciato venerdì scorso la compagnia statale SONEDE, che si occupa della distribuzione delle risorse idriche, chiarendo che il taglio ha effetto immediato ed avverrà ogni notte dalle 21 alle 4. Il direttore del gruppo, Mosbah Helali, ha spiegato che la misura consiste in una risposta alla crisi idrica che il Paese sta vivendo, a causa di una forte siccità arrivata ormai al suo quarto anno consecutivo. Nel motivare la scelta, ha detto inoltre che gli effetti che la Tunisia sta subendo sono senza precedenti e legati al cambiamento climatico, ed ha quindi chiesto alla popolazione di comprendere la situazione.

Il razionamento idrico arriva dopo che il governo di Tunisi aveva già preso alcune misure, per provare a rispondere alla siccità. Il Ministero dell’Agricoltura aveva infatti dichiarato che non sarebbe stato più permesso l’uso dell’acqua per lavare le automobili, pulire le strade e irrigare gli spazi verdi, almeno fino alla fine dell’estate. Sembra inoltre che lo stesso governo avesse iniziato a razionare l’acqua durante la notte, senza però dichiararlo: molti cittadini hanno infatti lamentato l’assenza di acqua nelle scorse settimane, in alcuni quartieri della capitale.

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